La storia di Marianna Manduca

Chi è Marianna e perché parliamo di lei

Marianna Manduca, madre di tre bambini piccoli, viene assassinata a Palagonia dal marito Saverio Nolfo il 3 ottobre 2007, a conclusione di un lungo periodo di violenze e minacce.

Fra il settembre 2006 ed il settembre 2007 Marianna presenta alla magistratura nei confronti del marito dodici querele molto dettagliate, e richiede insistentemente aiuto: nonostante ciò, la Procura della Repubblica di Caltagirone nulla fa per impedire il suo assassinio.

Il 2 giugno 2007 Marianna denuncia alla Stazione dei CC di Palagonia che Nolfo, alla presenza pure di una vicina di casa, ha estratto un coltello a scatto e con aria di sfida lo ha usato per pulirsi le unghie delle mani, ed ancora che il 30.5.2007 le ha puntato contro un arco artigianale, scoccandole addosso una freccia.

Mancano quattro mesi all’uccisione di Marianna.
L’arma del delitto compare sulla scena e lei lo scrive in un’altra sua denuncia.

.questi estraeva dalla sua tasca un coltello a scatto e difronte ai bambini con aria di sfida nei miei confronti lo utilizzava platealmente per pulirsi unghie e mani … mentre maneggiava una sorta di arco artigianale … alla mia vista puntava l’arco caricato con una sorta di freccia metallica ricavata da una parte di antenna acuminata .. sono stata nuovamente minacciata da Nolfo il quale .. maneggiando quell’arco scoccava al mio indirizzo la freccia precedentemente notata .. fortunatamente la freccia non mi ha colpito cadendo a circa 50 metri dalla mia sagoma .. successivamente .. questi sifaceva trovare maneggiando il medesimo coltello .. con il quale si avvicinava a me … detto coltello aveva la lama a punta di circa 10 centimetri.

Cinque giorni più tardi, Marianna presenta un’integrazione di querela perché in data 6.6.2007 ha visto il Nolfo pulirsi le unghie con aria di sfida e di minaccia, con un coltello di tipo a scatto, riconoscendolo come quello già notato nei precedenti episodi denunciati.

” …… il Nolfo maneggiava il coltello mimando di pulirsi le unghie con quella lama guardandomi con aria minacciosa tanto che adesso …. temo per la mia incolumità“.

Mancano 68 giorni all’assassinio di Marianna.

Il suo aggressore circola armato con un coltello a lama di dieci centimetri; la circostanza è nota alla Procura; nessuna iniziativa investigativa viene adottata per la minaccia di morte.

Temendo ogni giorno di più per la propria incolumità,Marianna continua a chiedere aiuto e presenta altre due querele: la prima il 25.7.2007, descrivendo che il giorno 20.7.2007 Nolfo l’ha ancora minacciata:

“… in numerose occasioni il mio ex mi ha minacciato di farmela pagare definitivamente … ho già presentato numerose denunce e querele ma nulla è cambiato … il suo atteggiamento violento e prevaricatore non si ferma davanti a niente. NON SO PIÙ COSA FARE, TEMO PER LA MIA INCOLUMITÀ. NON MI RIMANE ALTRO CHE CONTINUARE A DENUNCIARE NELLA SPERANZA CHE QUALCUNO MI ASCOLTI”.

     Quando mancano 30 giorni al suo assassinio, Marianna il 3 settembre 2007 denuncia di essere stata nuovamente minacciata anche con coltelli e che il 31.8.2007, nel riaccompagnare i figli a casa del padre, questi si era fatto trovare fuori dalla porta di casa nascondendo la mano sinistra dietro la schiena con atteggiamento minaccioso, ‘come se volesse celarmi qualcosa‘. La giovane donna ha capito che, se nessuno interviene, l’uomo la ucciderà.

“… ho timore per la mia incolumità personale atteso che quanto oggi denunciato non è che l’ultimo di analoghi episodi posti in essere da Nolfo che non desiste affatto da ulteriori comportamenti in mio danno”.

Le denunce di Marianna non producono alcun risultato: il Nolfo non viene iscritto nel registro degli indagati, né vengono adottati atti di indagine di alcun tipo ad opera della polizia giudiziaria o della Procura.

Marianna viene lasciata sola di fronte al suo assassino e l’esito è già previsto da lei stessa.

Il 3 ottobre 2007 Marianna viene assassinata da Nolfo a coltellate, inferte con un coltello a serramanico della lunghezza di 9,5 cm: è razionalmente sostenibile che il coltello utilizzato sia il medesimo coltello a scatto utilizzato dl Nolfo per minacciarla.

Dieci anni più tardi, all’esito di una battaglia giudiziaria coraggiosa, lunga, difficile, in data 1 giugno 2017, il Tribunale civile di Messina ha accolto la domanda proposta dall’avv. prof. Alfredo Galasso e dall’avv. Licia D’Amico su incarico di Carmelo Calì e nell’interesse di Stefano, Carmelo e Salvatore, i figli di Marianna, ed ha condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri al risarcimento in loro favore del solo danno patrimoniale.

La sentenza è stata impugnata dall’Avvocatura, che ritiene che la magistratura abbia fatto tutto il possibile per ascoltare le denunce di Marianna e per evitare il suo assassinio, e da Carmelo Calì, che chiede per i suoi figli il risarcimento del danno non patrimoniale. Si attende la decisione della Corte di appello di Messina.

La storia negli anni

Marianna, giovane madre di tre bambini piccoli è stata assassinata dal marito, dopo avere invano denunciato all’Autorità Giudiziaria le minacce e le violenze subite. La Corte di Cassazione accoglie ora il ricorso di Carmelo Calì, tutore dei tre figli di Marianna, difesa dall’Avv. Prof. Alfredo Galasso e dall’Avv. Licia D’Amico.

Abbiamo raccontato negli anni la storia di Marianna Manduca, assassinata da marito dopo tante richieste di aiuto e denunce rimaste inascoltate. La Corte di Cassazione accoglie ora il ricorso di Carmelo Calì, tutore dei trefoli di Marianna, difeso dall’avv. Prof. Alfredo Galasso e dall’avv. Licia D’Amico, con una interpretazione significativamente innovativa delle norme in tema di responsabilità civile dei magistrati. Il rilievo di questa pronuncia è stato colto dalla stampa nazionale, che sta parlando lungamente della vicenda.

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Video:

UNO MATTINA 19/09/2014

A Uno Mattina, il Prof. Alfredo Galasso intervistato sulla sentenza per il caso di Marianna Manduca.
Servizio dal minuto 39.20

I FATTI VOSTRI 18/09/2014

L’Avv. Licia D’Amico a I Fatti Vostri sulla sentenza per il caso di Marianna Manduca.
Servizio dal minuto12.38.47

TG 2 ORE 13.00 - 14/09/2014

Il Prof. Alfredo Galasso parla della sentenza per il caso di Marianna Manduca.
Servizio n. 8 dal minuto12.54

Marianna Manduca, assassinata dal marito nell’ottobre 2007 e le sue tante denunce rimaste inascoltate.
Riprende il 19 aprile 2016 dinanzi il tribunale di Messina la causa introdotta dall’avv. prof. Alfredo Galasso e dall’avv. Licia D’Amico nell’interesse dei suoi figli, bambini alla data dell’omicidio.

Marianna Manduca assassinata nell’ottobre 2007 e le sue denunce rimaste inascoltate. L’udienza del 19 aprile 2016.
Nel corso dell’udienza del 19 aprile 2016, dinanzi il tribunale di Messina, Carmelo Calì ha espresso preoccupazione per il futuro dei figli di Marianna, ora figli suoi, ed ha anticipato che si rivolgerà anche al Presidente della Repubblica ed a Papa Francesco. Si prosegue il 24 giugno 2016.

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Video:

TG REGIONE
STORIA DI UNA ADOZIONE

Carmelo Calì e l’avv. Licia D’Amico raccontano la storia di Marianna Manduca a I Fatti Vostri.

Video:

I FATTI VOSTRI - 02/05/2016

Carmelo Calì e l’avv. Licia D’Amico raccontano la storia di Marianna Manduca a I Fatti Vostri.
Servizio h. 12.35

La Sentenza

Carmelo Calì: il Tribunale di Messina riconosce la colpevole inerzia dei magistrati. Una battaglia importante dello Studio Galasso.

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Alcuni articoli sulla sentenza

Articolo di La Repubblica del
13/06/2017
Articolo di Tempostretto
quotidiano online di Messina
Articolo di La Sicilia del
13/06/2017
Articolo di Il Messaggero.it del
13/06/2017

Alcuni video

Il 20 dicembre, davanti la Corte di appello civile di Messina, la prima udienza del giudizio di impugnazione fra Carmelo Calì e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Processo di appello per Carmelo Calì e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ad ottobre 2018 l’udienza conclusiva dinanzi la Corte di appello di Messina.